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Figure in Volo: l'Ulula

Aggiornamento: 5 set 2021

Buongiorno amici di Terra Incantata, negli scorsi Blog abbiamo parlato dei rapaci che popolano il nostri cieli, e i nostri boschi nel caso dei rapaci notturni, e di come possiamo provare a riconoscerli quando li vediamo in volo.

In questo nuovo e ultimo appuntamento ci concentreremo invece su un particolare rapace in cui purtroppo non possiamo imbatterci quando rivolgiamo lo sguardo ai cieli notturni della nostra penisola, in particolare nella nostra area, del nord Italia e della provincia di Varese.


Questo misterioso rapace appartiene agli strigiformi autoctoni europei ma viene chiamata anche “Falco gufo” per alcune caratteristiche che la rendono simile ai rapaci diurni, stiamo parlando dell’Ulula, nome scientifico Surnia ulula, unica specie del genere Surnia.



Perchè parlare di questo rapace considerando che non fa parte dei rapaci notturni che vivono abitualmente nel nostro territorio?

L’Ulula è una specie strettamente forestale abituata in areali con consistenti coperture nevose, per questo vive generalmente nell’estremo nord Europa, dell’Asia e dell’America settentrionale ma viene considerato un animale nomade, in quanto nei mesi invernali da origine a fenomeni di migrazioni con distanze coperte di migliaia di chilometri, arrivando fino in prossimità dei confini italiani, quindi non escludiamo che con molta fortuna potremmo incontrarlo.


Il suo aspetto e molto particolare, partiamo dalla coda abbastanza lunga che spesso viene scambiata per quella di un falconide, come lo stesso nome inglese suggerisce: Hawk owl letteralmente Falco gufo.

La sua corporatura è massiccia e di media grandezza, ma con la testa relativamente molto più piccola delle altre specie di notturni.

Non solo per aspetto, ma anche il comportamento può trarre in inganno: questo splendido rapace e un predatore prevalentemente diurno (da cui si evince ulteriormente che la comune i rapaci notturni predatori esclusivi della notte sia errata). L’Ulula caccia usando la vista individuando la preda dalla cima di alberi e lanciandosi in picchiata afferrandola oppure volteggiando come comune, per esempio, nel Gheppio.


Molto particolare infine il suo canto da cui deriva il nome “Ulula”, poiché l’inconfondibile suono emesso lo rende simile a una sorta di ululato.



Con questo rapace davvero curioso si conclude la nostra rubrica sul riconoscimento dei rapaci in volo. Speriamo di avervi tenuto compagnia e di avervi aiutato a fare un po’ di chiarezza.


Alla prossima!


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