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  • Maura Luoni

LA FIGURA DEL GUFO NELLE CULTURE DI ORIGINE CELTICA parte 2

Aggiornamento: 1 ago 2021


La naturale associazione del gufo alla saggezza e alla notte, portatrice di consiglio, lo vede legato alla figura della Signora della Notte Cailleach, dea legata alla morte e associata all’uso della magia. Per questo successivamente viene definita la Dea Strega. In questo legame con la Cailleach potremmo ricondurre il nome “Dama Bianca” dato al Barbagianni, il cui nome Cailleach-Oidhche Gheal significa proprio Bianca Signora della Notte.



Non dobbiamo tuttavia farci spaventare o ingannare da questo legame della figura degli strigiformi alla morte; essa infatti, come rappresentato anche nel più famoso simbolo celtico della spirale, era celebrata come un ennesimo passo all’interno del Ciclo della Vita. Tracce di questa associazione possono essere ancora ritrovate in alcuni detti popolari, a Berna, in Svizzera, ad esempio il canto di un gufo può sì simboleggiare una recente morte, ma può altresì annunciare la nuova di una nascita.



Possiamo trovare persino una connessione al ruolo materno. I grandi occhi dei gufi erano visti come simbolo della Grande Madre. Vediamo infatti teste di civette raffigurate su oggetti di ogni sorta: Torques e monili che recano questa iconografia venivano indossati per portare con sé la benedizione della Dea, che come ogni buona madre riveste il ruolo di “colei che protegge” i suoi figli.

Che sia per questa ragione che oggi siamo soliti regalare statuette di gufi portafortuna?

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